domenica 22 febbraio 2009

Extreme Gender Art @ Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli


Incontro con Lazlo Pearlman
@ Circolo Mario Mieli, via Efeso 2/A, a due passi dalla fermata Metro B Basilica San Paolo; dalle 18,00
Affascinante female-to-male transgender performance artist, Lazlo Pearlman è di origini statunitensi ma vive a Londra. Sabato 21 febbraio l’artista è protagonista, con le sue performance, dell’evento Extreme Gender Art alla Locanda Atlantide. Per affiancare un momento di riflessione e approfondimento sul suo lavoro, in occasione di questa eccezionale performance romana, il Circolo di cultura omosessuale Mario Mieli propone, in collaborazione con Extreme Gender Art, una lecture intitolata "Performing the Queer Explicit Body", ospitata presso la sede dell’associazione. Un appuntamento imperdibile di incontro e confronto con un ospite di prestigio, protagonista di spicco della scena queer internazionale.

Dove: presso il la sede del Circolo in via Efeso 2/A, a due passi dalla fermata Metro B Basilica San Paolo; dalle 18,00
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Performing the Queer explicit body
Il corpo queer esplicito nelle performance
Questa conferenza affronta l’uso e l’efficacia del nudo e del contenuto sessuale esplicito nelle performance “Queer” attuali, partendo dal mio lavoro e da quello dei miei contemporanei in Europa e Nord America.
Le performance Queer generalmente richiedono che l’identificazione del performer in quanto “altro” sia riconoscibile. La tipologia di questo lavoro risiede nelle questioni dell’identità non-normativa (comprendendo il genere e la sessualità), e, in quanto tale, “soffre” di una crisi di leggibilità quando l’artista (performer) non è visibile come “queer”, ovvero come non-normativo – una crisi dovuta ad un “passing” non intenzionale.

La leggibilità è cruciale. Il contenuto artistico nelle performance, a mio parere, non può essere separato dall’autore e questo sopratutto nel caso del lavoro “politicizzato”. Quando, ad esempio, io, come uomo transessuale, vengo visto sul palco come “maschio”, ovvero non visibile in quanto “non-maschio”, non visibile in quanto “multi–genere”; o visto come “omosessuale”, invece che “non eterosessuale”, la lettura del mio lavoro da parte del pubblico cambia.
La conferenza affronta il lavoro di diversi artisti che cercano di creare tale leggibilità usando il corpo esplicito (cioè nudo, sessuale e fetish) attraverso discussioni, testi, video e fotografie.


LAZLO PEARLMAN
"Lazlo è un Danny Kaye perverso" ~Kate Bornstein~
"Un genio folle!" ~Transfabulous~
"Un talento disarmante..!" ~Roxy Velvet~
Nominato “Erotic Performance Artist dell’anno” dall’Outsider Trust negli Erotic Awards (www.erotic-awards.co.uk ), Lazlo Pearlman è un creativo, un performer, un regista e un insegnante il cui lavoro si basa prevalentemente sulla sua esperienza Transgender FtM (Female to Male =da donna a uomo).


“Non mi considero nè uomo nè donna, nè gay, nè etero. Sono un multiplo di tutto!”

Ha fatto spettacoli da quando era una bambina di 10 anni, iniziando con la
sua passione per i musical e i film noir. Ha conseguito un “Master of Fine
Arts” con specializzazione in “Physical Theatre” presso la “London International School of Performing Arts” e “Naropa University”.

“In scena mi tolgo anche le mutande perchè a questo punto della mia carriera artistica è importante che il mio essere transessuale sia visibile”.

Artista poliedrico, Lazlo attraversa brillantemente le molte forme di spettacolo: dal teatro fisico, all’arte performativa, il cabaret, gli spettacoli burlesque, le performance fetish, camp/parodie. Ha realizzato film e video e occasionalmente ha fatto teatro “etero”. Ha prodotto tre monologhi e una dozzina di brevi performance, ma ha anche collaborato e diretto altri artisti. I suoi workshop sono conosciuti negli Stati Uniti, in Canada, Francia, Germania e Gran Bretagna. Recentemente è stato ospite dell’International Drag King Extravaganza (Columbus, Ohio) e di Edgy Festival in Montreal ed ha insegnato anche all’ “International Workshop Festival” e al “Wise Thoughts” di Londra, alla “Weisensee Arts School” di Berlino, e ha lavorato per la troupe “Kises Cause Trouble” a Parigi.

1 commento:

Unknown ha detto...
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